Collegio Sindacale: segnalare irregolarità senza distinzioni, la decisione della cassazione

Nel panorama complesso della normativa finanziaria italiana, la figura del Collegio Sindacale riveste un ruolo di fondamentale importanza nella vigilanza sulle società quotate in borsa. La recente sentenza della Cassazione, n. 25336 del 28 agosto 2023, ha delineato un chiaro principio: il Collegio Sindacale è tenuto a comunicare senza indugi alla Consob tutte le irregolarità riscontrate durante l’esercizio delle sue attività di controllo, senza poter effettuare distinzioni tra quelle ritenute veniali e quelle giudicate rilevanti.

La decisione della Cassazione rappresenta una significativa svolta rispetto a una sentenza precedente della Corte d’appello di Torino (n. 1444 del 30 agosto 2109), che aveva legittimato il comportamento di un Collegio Sindacale riluttante a segnalare alla Consob un’apparente omissione dell’Amministratore Delegato, ritenuta non “rilevante.”

Il caso al centro della disputa riguardava la mancata comunicazione da parte del Collegio Sindacale di un’infrazione all’articolo 150 del Testo unico della finanza (Tuf). Questa norma prescrive che gli amministratori debbano fornire al Collegio Sindacale informazioni tempestive e almeno trimestrali sulle operazioni di maggior rilevanza economico-finanziaria svolte dalla società. In particolare, l’obbligo si estende alle operazioni in cui gli amministratori abbiano un interesse personale o che siano influenzate da soggetti con ruoli di direzione e coordinamento.

Nel caso specifico, la mancata segnalazione riguardava la sottoscrizione di un prestito obbligazionario da parte di un amministratore delegato, il quale, grazie a specifiche deleghe, aveva agito in rappresentanza di una società a cui apparteneva anche un altro componente dell’organo amministrativo della società emittente.

La Cassazione ha stabilito che la normativa vigente (articolo 149 del Tuf) non conferisce al Collegio Sindacale il potere di esercitare un filtro preventivo sulla rilevanza delle irregolarità riscontrate. La sua responsabilità è quella di comunicare tutte le irregolarità senza alcuna distinzione, a prescindere dalla loro gravità, evitando così valutazioni opinabili che potrebbero compromettere il principio di tempestiva e completa informazione alla Consob.

L’assolutezza del comando normativo, secondo la Cassazione, è chiaramente evidente nel testo di legge, in cui il termine “irregolarità” non è accompagnato da alcun aggettivo qualificativo. Tale decisione è motivata anche dalla volontà di evitare che il Collegio Sindacale si trovi a effettuare valutazioni soggettive sulla gravità delle irregolarità, garantendo così una gestione operativa chiara e coerente nella segnalazione di anomalie.

In conclusione, la decisione della Cassazione ha un impatto significativo sul modo in cui i Collegi Sindacali devono condurre la loro attività di vigilanza nelle società quotate in borsa. La trasparenza e la completezza delle comunicazioni diventano i pilastri fondamentali per garantire l’efficacia della vigilanza e la tutela degli interessi degli investitori. La sentenza sottolinea la necessità di un approccio rigoroso nella segnalazione di irregolarità, contribuendo a rafforzare la fiducia nei mercati finanziari.


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