Il controllo sugli equilibri finanziari

Il controllo sugli equilibri finanziari, disciplinato dall’art. 147-quinques del Tuel, va inteso non solo con riguardo al Comune ma anche con riferimento al “Gruppo Ente Locale”, tenuto conto dell’influenza dell’andamento economico-finanziario dei vari organismi partecipati sugli equilibri del Comune.

 

Il controllo sugli equilibri finanziari è svolto sotto la direzione e il coordinamento del responsabile del servizio finanziario; è previsto il coinvolgimento attivo degli organi di governo, del direttore generale, ove previsto, del segretario e dei responsabili dei servizi, secondo le rispettive responsabilità.

 

Questo è l’unico contesto di controllo interno in cui il Legislatore ha espressamente prevista un’attività di vigilanza in capo all’Organo di Revisione. Il Revisore dovrà preliminarmente approfondire la specifica disciplina regolamentare adottata dall’Ente e porre attenzione a tutte le componenti in grado di condizionare il bilancio finanziario dell’Ente, non ultima relativa all’andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni.

 

I principi armonizzati sulla competenza finanziaria potenziata, in conformità ai quali le entrate e le spese vanno imputate al momento dell’esigibilità delle sottese obbligazioni, richiedono uno “screening” continuo delle risorse realmente disponibili e delle uscite effettivamente da sostenere.

 

Secondo l’art. 162, comma 6, del Tuel, il bilancio deve rispettare, per la competenza, il pareggio finanziario complessivo (totale entrate uguale al totale delle uscite, tenendo conto dell’utilizzo dell’avanzo e del recupero del disavanzo di amministrazione) e il pareggio di parte corrente (saldo non negativo fra le previsioni di  competenza  dei  primi tre titoli dell’entrata, dei contribuiti  destinati  al  rimborso  dei prestiti e dell’utilizzo dell’avanzo di competenza di parte corrente – oltre le eccezioni tassativamente indicate nel  principio  applicato  alla  contabilità finanziaria – e le spese  correnti  sommate  alle previsioni di competenza relative ai trasferimenti  in  c/capitale, al saldo negativo delle partite finanziarie e  alle  quote  di  capitale delle rate di ammortamento dei mutui  e  degli  altri  prestiti); il Revisore deve attenzionare con  “prudenza” la possibilità per l’Ente di destinare i proventi degli oneri concessori per il finanziamento della spesa corrente.

Inoltre, deve essere garantito anche un Fondo di cassa finale non negativo.

 

In questo contesto, il Revisore avrà contezza di una buona coerenza fra le fasi di programmazione, gestione e rendicontazione del bilancio ipotizzate dal Comune oggetto dell’attività di revisione misurando la “fluidità” della gestione di cassa; proprio a tale aspetto si correlano i precetti dell’art. 183, comma 8, Tuel, che impongono ai responsabili della spesa l’accertamento delle compatibilità del programma dei pagamenti con gli stanziamenti di cassa.

 

Rilevanti congegni di garanzia della tenuta di cassa si concretano nei fondi di accantonamento.

L’Organo di Revisione dovrà porre particolare attenzione al grado di congruità di queste poste di bilancio: da un lato, la copertura del rischio deve essere efficacemente realizzata, dall’altro, lo stanziamento in bilancio non deve togliere alla gestione risorse in misura superiore al necessario; in particolare: il Fondo crediti dubbia esigibilità ed il Fondo rischi contenziosi, neutralizzano gli effetti negativi derivanti dalla mancata o parziale riscossione dei crediti o dal sorgere di sopravvenienze passive per il bilancio dell’Ente.

 

Per poter esprimere un giudizio attendibile sugli equilibri l’Organo di revisione deve poter considerare con oculatezza e prudenza le previsioni di entrata, tenendo conto degli scostamenti rispetto agli esercizi precedenti e di tutte le informazioni pervenute, e valutare la congruità delle previsioni di spesa per assicurare le attività e i servizi programmati.

 

In ultimo, da considerare che la tenuta degli equilibri finanziari è assicurata anche dal Fondo pluriennale vincolato, purché sia finanziato da entrate regolarmente accertate e imputate in applicazione del principio di competenza finanziaria potenziata.

 

Occorrerà quindi monitorare (a campione) le fasi di perfezionato del procedimento amministrativo di accertamento dell’entrata che finanzia la spesa con l’adozione del provvedimento amministrativo (delibera, determina, decreto o altro).


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