Il cruciale ruolo degli adeguati assetti organizzativi nell’ordinaria gestione aziendale

Dal 16 marzo 2019, secondo quanto stabilito dall’articolo 2086, comma 2 del Codice Civile, imprenditori collettivi e societari sono tenuti a implementare assetti organizzativi, amministrativi e contabili adatti alle dimensioni e alla natura delle loro imprese. Questa responsabilità si estende anche agli imprenditori individuali a partire dal 15 luglio 2022, con misure ritenute idonee e in linea con il principio di proporzionalità dell’articolo 2086, comma 2.

Questi doveri, fondamentali per gli imprenditori in senso ampio, guadagnano ancor più rilevanza alla luce delle recenti decisioni giuridiche che considerano la mancanza di assetti adeguati come una grave irregolarità nella gestione aziendale.

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti offre un contributo significativo a questa esigenza, presentando un approfondimento della normativa vigente e fornendo indicazioni aziendali attraverso un recente documento di ricerca. Questo documento anticipa ulteriori strumenti operativi, inclusi checklist, per supportare imprenditori, organi di controllo e professionisti nell’valutazione dell’adeguatezza degli assetti richiamati.

A quasi cinque anni dall’introduzione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, l’orientamento giurisprudenziale inizia a consolidarsi. La mancanza di tali assetti è considerata atto di mala gestio degli amministratori, ma anche la loro istituzione potrebbe non essere sufficiente se non rispetta i principi cardine di una gestione ordinata e diligente, nota come business judgment rule. L’amministratore che trascura di organizzare la gestione con assetti adeguati viola la legge.

È essenziale comprendere cosa costituisce un assetto organizzativo adeguato o meno. Ad esempio, il conferimento di deleghe specifiche in Consiglio di amministrazione o la nomina di amministratori delegati non costituisce un assetto organizzativo, né adeguato né inadeguato. Allo stesso modo, lunghe riunioni consiliari o la semplice disponibilità di un organigramma non rappresentano un assetto organizzativo adeguato. Anche il mero rispetto degli obblighi normativi di contabilità non è sufficiente se non consente una rappresentazione chiara e veritiera dei fatti di gestione, come sottolineato dalla Corte d’Appello di Venezia nel novembre 2022.

Per poter parlare di assetti, gli amministratori devono fare di più. Ogni iniziativa deve essere legittima e razionale, risultato di un’approfondita istruttoria informativa. La business judgment rule guida queste decisioni, ponendo l’equilibrio tra la libertà degli amministratori di prendere decisioni rischiose e la tutela degli interessi degli investitori e degli stakeholders.

Gli amministratori sono liberi di decidere come strutturare gli assetti, ma devono tener conto di un elemento tassativo: gli strumenti devono diagnosticare precocemente la crisi, monitorando gli squilibri patrimoniali e la sostenibilità del debito nei dodici mesi successivi. In sintesi, l’adeguatezza degli assetti si giudica anche dalla loro capacità di proiettare i flussi di cassa e monitorare i segnali premonitori, indipendentemente dalla dimensione e dalla natura dell’impresa.

Condividi questo post


📣 Manca poco al primo appuntamento accreditato della Revisione Legale in Pratica 2024 📣 

IL CORSO DI 20 ORE CHE PERMETTE LA MATURAZIONE DI 20 CREDITI MEF CARATTERIZZANTI 

Giorni
Ore
Minuti
Secondi

📣 Approfondisci la revisione legale rivolta alle nano imprese con un approccio pratico e operativo 📣 

 IL SEMINARIO SPECIALISTICO FEBBRAIO 2024 INIZIERA’ TRA:

Giorni
Ore
Minuti
Secondi