Il Nuovo Codice della Crisi: gli amministratori al centro delle decisioni nella gestione aziendale in difficoltà

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d’impresa, gli amministratori delle società si trovano ora investiti di un potere esclusivo nella gestione delle situazioni di crisi, potere che va al di là delle decisioni dei soci e richiede una riflessione approfondita sulle responsabilità e gli strumenti a loro disposizione.

Potere esclusivo e strumenti di soluzione della crisi

Il Codice conferisce agli amministratori il potere di decidere l’adozione di strumenti di soluzione della crisi, come l’accordo di ristrutturazione, il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione e il concordato preventivo. Questa autorità è ora estesa anche in assenza di un consenso dei soci, rendendo gli amministratori protagonisti indiscussi nella gestione delle situazioni di difficoltà aziendale.

Il piano di soluzione della crisi può comprendere interventi sul capitale, fusioni e altre operazioni straordinarie. In particolare, nel caso del concordato preventivo, gli amministratori possono ottenere l’omologa anche senza il consenso dei soci, rappresentando un cambio di prospettiva significativo rispetto alle condizioni normali di funzionamento delle società.

Tradizionalmente, gli amministratori si muovevano nel contesto del capitale di debito durante la normale operatività aziendale, richiedendo il consenso dei soci per qualsiasi intervento sul capitale di rischio. Tuttavia, quando la società si avvicina alla crisi e si prospetta un pregiudizio per i creditori, gli amministratori diventano protagonisti nell’adozione di misure straordinarie, incluso l’impatto sugli assetti proprietari dell’impresa.

La gestione della crisi richiede una governance aziendale robusta. Gli amministratori diventano garanti della continuità aziendale e devono proteggere non solo gli interessi dei soci ma anche quelli dei creditori e degli altri stakeholders.

Il Codice della Crisi, attraverso gli articoli 120-bis e seguenti, fornisce agli amministratori strumenti incisivi, ma al contempo, ne fa responsabili delle conseguenze nel caso decidano di non utilizzarli.

Ruoli distinti per amministratori e soci

La chiarezza dei ruoli tra amministratori e soci riveste un’importanza cruciale nelle situazioni di crisi imminente, poiché definisce il perimetro delle responsabilità e favorisce un ambiente decisionale efficiente. La dualità di ruoli, se ben compresa e rispettata, può contribuire significativamente a una gestione efficace delle sfide aziendali in periodi di difficoltà finanziaria.

Gli amministratori, nonostante possano essere anche soci dell’impresa, sono tenuti a operare esclusivamente nell’interesse della società stessa. Questa separazione netta di interessi è fondamentale per garantire che le decisioni prese dagli amministratori siano orientate al perseguimento del bene comune aziendale, piuttosto che a favore di particolari interessi di singoli soci.

Questa distinzione dei ruoli facilita il lavoro del collegio sindacale, il quale può operare in un contesto più chiaro e orientato alla verifica dell’aderenza delle decisioni agli scopi statutari e all’interesse generale dell’azienda. La presenza di un ruolo di controllo indipendente, come quello svolto dal collegio sindacale, diventa essenziale per monitorare e valutare le azioni degli amministratori durante la crisi.

Inoltre, la chiarezza dei ruoli semplifica i processi decisionali all’interno della società. Con gli amministratori focalizzati sull’adozione di misure idonee a fronteggiare la crisi e il collegio sindacale attento al rispetto delle norme statutarie, i soci sono incoraggiati a prendere decisioni tempestive. Questa collaborazione sinergica tra i vari organi aziendali può favorire la rapidità nell’implementazione di soluzioni, contribuendo così a preservare la società dall’insolvenza.

Il nuovo Codice della Crisi ha ridefinito il panorama della gestione aziendale in situazioni di difficoltà. Gli amministratori sono ora chiamati a svolgere un ruolo più attivo, dotati di strumenti incisivi, nel garantire la continuità aziendale. La chiarezza dei ruoli e la consapevolezza delle responsabilità sono cruciali per affrontare efficacemente le sfide della crisi e proteggere gli interessi di tutti gli attori coinvolti.


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