La procedura di riequilibrio finanziario pluriennale – iter e attività dell’Organo di revisione

Il Consiglio dell’Ente, con propria Deliberazione, permette di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. La Deliberazione è trasmessa, entro 5 giorni, sia alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, sia al Ministero dell’Interno (comma 2, art. 243-bis, Tuel), e entro 90 giorni deve essere approvato (sempre da parte dell’Organo assembleare), il “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale” corredato dal parere dell’Organo di revisione (comma 5, art. 243-bis) che deve contenere le misure correttive per centrare l’obiettivo del totale risanamento nell’arco temporale previsto dallo stesso Piano.

Entro 10 giorni dall’approvazione il Piano è trasmesso alla competente Diramazione regionale di controllo della Giustizia contabile, nonché alla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali , ed è istruito (da quest’ultima), entro i successivi 60 giorni dalla sua presentazione, sulla base delle “Linee guida e ed i criteri per l’istruttoria del piano di riequilibrio finanziario pluriennale … ”, approvati con Deliberazione n. 5/SEZAUT/2018/INPR dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti.

La Cosfel può formulare rilievi o richieste, a cui l’Ente deve rispondere nel termine di 30 giorni, e poi redige una relazione finale, con eventuali allegati, da trasmettere alla competente Sezione regionale di controllo della Giustizia contabile affinché quest’ultima, entro 30 giorni dalla ricezione dei documenti citati, deliberi l’approvazione o il diniego del piano, “valutandone la congruenza ai fini del riequilibrio”. Della relativa Delibera ne è data comunicazione al Ministero dell’Interno.

La Sezione è tenuta a vigilare sull’esecuzione del Piano, fornendo – nell’ambito delle ordinarie verifiche in sede di controllo – apposita Pronuncia [commi da 1 a 4, dell’art. 243-quater del Tuel)]. Per il medesimo fine di “controllo-monitoraggio” la Sezione della Giustizia contabile riceve dall’Organo di revisione economico-finanziario dell’Ente apposite relazioni periodiche (entro 15 giorni dalla scadenza di ciascun semestre) sullo stato di attuazione del “Piano di riequilibrio” e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi in esso indicati. I Revisori redigono, altresì, una relazione finale sulla completa attuazione del Piano medesimo e sul conseguimento del riequilibrio, da trasmettere alla competente Sezione regionale entro la data del 31 gennaio dell’anno successivo all’ultimo di durata del Piano. Le relazioni sono anche inviate, nei termini di cui sopra, al Ministero dell’Interno (comma 6, art. 243-quater).

L’Ente che accede alla procedura, se non rispetta i termini di presentazione del “Piano di riequilibrio”, oppure se manca in modo grave e reiterato il raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati nello stesso Piano, o ancora non consegue il tanto sospirato riequilibrio finanziario al termine di durata del ridetto Piano viene considerato in una situazione di criticità finanziaria non più sanabile.

La Corte dei conti, a questo punto, trasmette gli atti in suo possesso al Prefetto, che assegna al Consiglio dell’Ente un termine non superiore a 20 giorni per la Deliberazione del dissesto.

Il comma 7-bis dell’art. 243-quater ammette la possibilità, durante l’attuazione del “Piano finanziario pluriennale”, che l’Ente possa proporre una rimodulazione dello stesso, anche con riferimento alla sua durata, con la condizione, però, che in sede di monitoraggio sia emerso un grado di raggiungimento degli obiettivi intermedi superiore rispetto a quello previsto. L’eventuale proposta è presentata direttamente alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, corredata del parere positivo dell’Organo di revisione.

L’iter di approvazione segue le regole scritte nei commi da 3 a 5 dell’art. 243-quater, così come previste per la Delibera di approvazione o di diniego di approvazione dell’originario “Piano finanziario pluriennale”.

Giuste le previsioni di cui al comma 7-ter dell’art. 243-quater, a seguito dell’esito positivo della procedura, l’Ente provvede a rimodulare il “Piano di riequilibrio” approvato, in funzione della minore durata dello stesso. Gli obblighi in materia di controllo e monitoraggio del Piano “rimodulato” posti a carico della Giustizia contabile e dell’Organo di revisione economico-finanziario sono gli stessi che avrebbero interessato il Piano “originario”.


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