Le implicazioni fiscali del Codice del Terzo Settore: un’analisi approfondita

L’introduzione del Codice del Terzo Settore ha portato ad alcuni adeguamenti normativi riguardanti le disposizioni di esenzione IVA per le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS), con l’obiettivo di coordinarle con l’abrogazione imminente del regime fiscale a loro destinato. Questi cambiamenti normativi, come emerge da una lettura letterale dei documenti della prassi amministrativa, sembrano collegare la fruizione dei regimi di esenzione IVA per le ONLUS all’acquisizione e al mantenimento della natura di Ente del Terzo Settore (ETS) di natura non commerciale.

L’interpretazione letterale di queste modifiche normative ha sollevato interrogativi su come esse si allineino con la ragione dietro la disciplina normativa di riferimento e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. È quindi importante esaminare più approfonditamente questa tematica per valutare se l’orientamento espresso dalla prassi sia coerente con la normativa e la giurisprudenza europea.

Il Codice del Terzo Settore non ha introdotto una disciplina fiscale specifica per gli Enti del Terzo Settore, ad eccezione del regime forfettario previsto per le attività commerciali svolte dalle Organizzazioni di Volontariato (OdV) e dalle Associazioni di Promozione Sociale (APS) come stabilito dall’articolo 86 del Codice del Terzo Settore (CTS). Al di fuori di queste categorie, gli ETS continueranno ad applicare le disposizioni del Decreto IVA del 1972.

Tuttavia, il CTS ha introdotto alcune modifiche alle disposizioni del Decreto IVA, soprattutto per coordinarsi con l’abrogazione del regime ONLUS. Secondo l’interpretazione letterale dell’Amministrazione finanziaria, alcuni regimi di esenzione IVA attualmente destinati alle ONLUS verrebbero meno se queste diventassero imprese sociali o ETS di natura commerciale.

Prima di esaminare più nel dettaglio le implicazioni di queste modifiche, è importante ricordare che per le attuali ONLUS, il principio di continuità dell’ente è stato garantito dall’articolo 101, comma 8, del CTS. Questo significa che l’evoluzione dell’organizzazione in uno degli ETS disciplinati nel CTS non comporta lo scioglimento dell’ente, ma solo la necessità di adeguare lo statuto e procedere con l’iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Tuttavia, se un’ONLUS non sceglie di iscriversi al RUNTS, continuerà ad esistere e ad operare applicando le disposizioni normative del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). È importante notare che tali enti, perdendo la qualifica di ONLUS, saranno tenuti alla devoluzione del patrimonio.

In particolare, il decreto IVA ha incluso le ONLUS tra i soggetti esentati dall’IVA per specifiche prestazioni di servizi considerate di rilevanza sociale. Queste prestazioni comprendono servizi quali il trasporto di malati o feriti, l’assistenza socio-sanitaria, l’educazione e la formazione, e altro ancora. Tuttavia, è importante notare che alcune di queste prestazioni possono essere soggette all’aliquota IVA agevolata del 5% quando sono rese da cooperative sociali.

Inoltre, le ONLUS beneficiano di agevolazioni anche quando agiscono come soggetti passivi in operazioni soggette all’IVA. In particolare, sono state aggiunte tra i soggetti beneficiari di una disposizione che esenta determinate operazioni dall’IVA, anche quando queste vengono effettuate gratuitamente a beneficio dell’attività istituzionale delle ONLUS.

Tuttavia, è importante comprendere che le esenzioni fiscali per le ONLUS non si estendono a tutte le attività. Ad esempio, le operazioni di divulgazione pubblicitaria svolte a beneficio delle ONLUS non sono escluse dall’IVA se effettuate a pagamento.

Per quanto riguarda le cessioni gratuite di beni a favore delle ONLUS, queste sono esenti dall’IVA a condizione che l’imprenditore abbia già detratte le imposte al momento dell’acquisto o dell’importazione dei beni. Le modifiche normative introdotte dal Codice del Terzo Settore hanno implicazioni significative per le ONLUS in termini di esenzione IVA e registrazione nel RUNTS. È essenziale che le ONLUS comprendano appieno queste implicazioni e agiscano di conseguenza per garantire la conformità alle nuove disposizioni legislative.

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