Nuovi cambiamenti per gli Indici Sintetici di Affidabilità per la dichiarazione dei redditi 2023.

Sono state recentemente approvate importanti modifiche agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) in base all’articolo 9-bis, comma 2 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, che è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. Queste modifiche riguardano gli ISA approvati con i decreti ministeriali del 21 marzo 2022 e dell’8 febbraio 2023, e porteranno a significativi cambiamenti nel sistema di valutazione della affidabilità fiscale dei contribuenti.

Le modifiche agli ISA sono cruciali per determinare l’accesso al regime premiale previsto dal comma 11 dell’articolo 9-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, e per le attività di analisi del rischio di evasione fiscale, come indicato nel successivo comma 14 dello stesso articolo 9-bis. Di conseguenza, queste informazioni sono di fondamentale importanza per tutti i contribuenti soggetti a tali regolamentazioni.

La revisione straordinaria degli indici sintetici di affidabilità fiscale ha utilizzato una metodologia statistico-economica per il periodo d’imposta fino al 31 dicembre 2022. Tale revisione ha tenuto conto degli effetti straordinari derivanti dalla crisi economica e da altri fattori, come la diffusione continua del virus COVID-19, le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia, degli alimentari e delle materie prime, nonché i tassi di interesse in costante andamento.

Le ultime revisioni degli ISA per la dichiarazione dei redditi 2023 sono entrate in vigore con la pubblicazione del decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, datato 28 aprile, sulla Gazzetta Ufficiale il 17 maggio 2023, con il supplemento ordinario n. 18. Questo decreto presenta diverse modifiche, tra cui l’introduzione di nuove cause di inapplicabilità per i soggetti che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2021.

Nonostante queste nuove disposizioni, i contribuenti che rientrano in questa categoria devono comunque comunicare i dati economici, contabili e strutturali in conformità con l’articolo 9-bis del Decreto-legge n. 50/2017. I 175 ISA da utilizzare nella dichiarazione dei redditi 2023 potranno essere soggetti a modifiche in base al decreto del MEF, al fine di adeguare i risultati agli effetti straordinari della crisi economica e dei mercati, derivanti dalla persistente difficoltà causata dalla pandemia e da altri fattori citati precedentemente.

Il criterio utilizzato per elaborare i correttivi straordinari tiene conto della contrazione dei margini subita da ciascun contribuente nel 2022 rispetto al 2021 o al 2019, a seconda di quale circostanza sia più conveniente per il contribuente. Ciò consentirà una valutazione più precisa dell’affidabilità fiscale di ciascun soggetto.

Inoltre, alcune disposizioni specifiche riguardano la compilazione del rigo A02, che riguarda il totale delle giornate retribuite per il personale con contratto di lavoro subordinato. Questo rigo prevede diverse modalità di calcolo delle giornate retribuite a seconda del tipo di contratto o delle specifiche circostanze lavorative.

È importante sottolineare che il quadro A, in cui vengono indicati i soci che apportano esclusivamente capitale, non richiede più l’inclusione di tali soggetti. Inoltre, non possono essere considerati soci di capitale coloro per i quali sono versati contributi previdenziali e/o premi per l’assicurazione contro gli infortuni, né i soci che svolgono la funzione di amministratori della società.

Riassumendo, le nuove cause di esclusione si aggiungono a quelle già individuate con il decreto dell’8 febbraio 2023. Le tipologie di soggetti esclusi includono soggetti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, soggetti che rientrano nei regimi forfettari, contribuenti con due o più attività di impresa e ricavi da attività prevalenti che superano il 30% del totale dei ricavi dichiarati, cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore di imprese socie o associate, nonché cooperative costituite da utenti non imprenditori a favore degli stessi, e soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e partecipano a gruppi IVA.

Queste cause di esclusione, insieme alle nuove disposizioni, definiscono i soggetti che non rientreranno negli Indici Sintetici di Affidabilità per la dichiarazione dei redditi 2023. È fondamentale che i contribuenti interessati siano al corrente di queste modifiche e si adeguino di conseguenza per garantire una corretta dichiarazione dei propri redditi e l’osservanza delle disposizioni fiscali vigenti.


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