OIC-29 un anno dopo l’introduzione: incertezze interpretative nella correzione degli errori contabili

Nel contesto aziendale, malgrado l’ausilio di sistemi informatici sempre più avanzati e l’affinamento delle tecniche professionali, la possibilità di commettere errori durante la tenuta della contabilità rimane un’eventualità quasi inevitabile. È essenziale, quindi, essere consapevoli delle soluzioni disponibili per correggere le imprecisioni una volta individuate.

Il principio contabile OIC-29 definisce gli errori contabili come la mancata o impropria applicazione dei principi contabili, precisando che l’errore può essere dichiarato solo se al momento della sua rilevazione erano disponibili tutte le informazioni necessarie per il corretto trattamento contabile. Tuttavia, il principio ammette che, in caso di stime o mancanza di informazioni, non si può parlare di errore se i dati successivamente contabilizzati si rivelano divergenti da quelli reali.

La classificazione degli errori contabili, secondo l’OIC-29, avviene in due categorie: errori determinanti, che influenzano l’attendibilità del bilancio d’esercizio, e errori non determinanti, che non ne influenzano l’attendibilità. La nuova disciplina sulla rilevanza fiscale della correzione degli errori, introdotta oltre un anno fa, presenta ancora interpretazioni incerte che si auspica vengano chiarite per i  bilanci redatti al 31 dicembre 2023.

Sotto il profilo oggettivo, si pone la questione della possibilità di dare rilevanza fiscale agli errori derivanti dalla “quantificazione” errata delle poste, non limitandosi solo all’errata competenza dei costi. La norma, in tal senso, dovrebbe abbracciare tutte le tipologie di errori contabili. Inoltre, si evidenzia che la rilevanza fiscale degli errori corretti è attribuibile a partire dall’esercizio in corso al 22 giugno 2022, anche se commessi in esercizi precedenti.

Sul piano soggettivo, la nuova disciplina si applica a soggetti in “derivazione rafforzata”, inclusi le imprese IAS/IFRS adopter, le imprese che adottano i principi OIC e le “microimprese” che redigono il bilancio in forma “ordinaria”. È necessario che tali soggetti abbiano sottoposto il bilancio a revisione legale dei conti, sia in casi di incarico obbligatorio che facoltativo.

Per comprendere meglio le dinamiche, analizziamo due esempi concreti di errori contabili e le relative correzioni. Nel primo caso, un errore di competenza della società Alfa viene corretto nel bilancio 2023, consentendo la deduzione del costo senza la necessità di dichiarazioni integrative per il 2022. Nel secondo caso, un errore di importo viene corretto nel bilancio 2023, permettendo la deduzione del maggior costo senza richiedere dichiarazioni integrative per il 2022.

In conclusione, la gestione degli errori contabili richiede una comprensione approfondita delle nuove disposizioni e delle loro implicazioni fiscali. La chiarezza interpretativa in merito alla rilevanza fiscale è essenziale per garantire una corretta applicazione delle normative e una redazione accurata dei bilanci aziendali.


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