Riforma della responsabilità dei sindaci: una prospettiva chiara e proporzionata

Il dibattito sulla responsabilità dei sindaci delle società è sempre stato una questione di grande rilevanza, con impatti significativi sulle dinamiche aziendali e professionali. L’annuncio di una possibile normativa per limitare la responsabilità patrimoniale dei membri dell’organo di controllo, fatto dal sottosegretario Alfredo Mantovano agli Stati Generali dei Commercialisti, ha catalizzato l’attenzione su questa tematica, che coinvolge numerosi professionisti esposti a richieste risarcitorie spesso prolungate nel tempo.

Le azioni di responsabilità promosse nei confronti dei sindaci sono spesso basate su presunti casi di culpa in vigilando, secondo cui i sindaci rispondono solidalmente con gli amministratori per fatti e omissioni che avrebbero potuto essere evitati tramite una corretta vigilanza.

Questo scenario mette in evidenza la necessità di una chiara delimitazione delle responsabilità e delle relative sanzioni, al fine di garantire una giustizia equa e proporzionata.

La proposta di legge AC 1276, presentata dall’Onorevole Marta Schifone e volta a modificare l’articolo 2407 del Codice Civile, rappresenta un importante tentativo di risolvere una problematica lungamente sollevata dalla categoria dei sindaci introducendo un sistema sanzionatorio calibrato in base al compenso dei sindaci e limitando la responsabilità solo nei casi di comportamento doloso. I tre scaglioni previsti sono i seguenti: per i compensi fino a 10mila euro, la sanzione è fissata a 15 volte il compenso; per i compensi da 10mila a 50mila euro, la sanzione è di 12 volte il compenso; mentre per i compensi maggiori di 50mila euro, la sanzione scende a 10 volte il compenso.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e sindacati di categoria come Adc e Ungdcec hanno accolto con favore questa proposta, riconoscendone l’importanza nel definire una responsabilità più equa e proporzionata per i membri del collegio sindacale.

Tale approccio, che prevede sanzioni proporzionate al compenso e riduce il periodo di prescrizione delle azioni di responsabilità a 5 anni, è fondamentale per garantire una maggiore certezza giuridica e ridurre il rischio associato al ruolo dei sindaci.

La proposta di legge si inserisce in un contesto più ampio, dove la questione dell’assicurazione professionale dei sindaci rappresenta un elemento significativo. Sebbene la copertura assicurativa offra una certa protezione, essa può anche essere uno dei fattori che incentivano azioni di responsabilità, in quanto garantisce pagamenti ridotti in sede di transazione.

Pertanto, una riduzione della responsabilità patrimoniale potrebbe contribuire a riequilibrare questa dinamica, evitando che le azioni di risarcimento diventino uno strumento per aggredire i professionisti anziché punire effettive negligenze.

In conclusione, la riforma della responsabilità dei sindaci è un passo fondamentale verso una governance aziendale più equa ed efficiente. La proposta di legge AC 1276, con il suo approccio proporzionato e incentrato sulle circostanze specifiche, offre una soluzione concreta a una questione complessa e in continua evoluzione, promuovendo una maggiore fiducia nel ruolo dei sindaci e contribuendo a una migliore gestione aziendale nel rispetto degli interessi di tutte le parti coinvolte.

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