Un approfondimento sui fondamenti degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili: prospettive civilistiche ed aziendalistiche

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, in collaborazione con le due Fondazioni nazionali della categoria (Ricerca e Formazione), ha pubblicato un importante documento dal titolo “Assetti organizzativi, amministrativi e contabili: profili civilistici e aziendalistici”.

Il tema degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati è di grande attualità in questa fase di nuova disciplina sulla crisi di impresa, suscitando un dibattito tra aziendalisti e giuristi. È evidente l’importanza delle tematiche trattate nel documento, che coinvolgono non solo le competenze dei giuristi nel definire i ruoli e le responsabilità dell’imprenditore e degli organi sociali, ma anche quelle degli esperti nelle scienze economiche-aziendali, chiamati a delineare concretamente gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili nell’ambito della loro funzione consulenziale a supporto dell’impresa. Si ravvisa la necessità di promuovere una cultura che favorisca la procedimentalizzazione dell’organizzazione dell’attività di impresa per garantire la continuità aziendale, e in questo contesto, i commercialisti possono svolgere un ruolo propositivo e costruttivo.

Il documento propone un’analisi aggiornata della normativa vigente riguardante le imprese che operano in forma societaria o collettiva, nonché le misure previste per gli imprenditori individuali.

La prima parte del documento si concentra sugli aspetti civilistici dell’argomento, esaminati alla luce delle recenti pronunce che hanno sottolineato l’importanza di definire una struttura organizzativa adeguata, attivare procedure formalizzate e adottare flussi informativi e strumenti contabili che, in base alla natura e alle dimensioni dell’impresa, consentano anche un’identificazione tempestiva delle crisi aziendali.

La seconda parte sviluppa queste tematiche da una prospettiva aziendalistica, fornendo indicazioni e spunti per la realizzazione di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, facendo riferimento ai principali framework relativi al risk management, alla corporate governance e alla gestione delle risorse finanziarie.

La riforma dell’art. 2086, secondo comma, del codice civile, introdotta dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, ha posto l’obbligo per gli imprenditori operanti in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alle dimensioni e alla natura dell’impresa. Questo obbligo è volto a consentire la tempestiva individuazione della crisi aziendale e l’adozione di adeguate misure per superarla e garantire la continuità aziendale.

Le disposizioni del Codice della crisi ampliano tale obbligo anche agli imprenditori individuali, stabilendo che essi devono adottare misure idonee per rilevare tempestivamente lo stato di crisi e prendere provvedimenti immediati per affrontarlo. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di proporzione tra gli assetti organizzativi adottati e la natura e le dimensioni dell’impresa.

Le disposizioni legali non forniscono una definizione specifica degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili da adottare. Tuttavia, è fondamentale che l’attività di gestione dell’impresa includa procedure che assicurino l’efficacia e l’efficienza della gestione dei rischi, un sistema di controllo interno efficace e flussi informativi completi, tempestivi e affidabili tra le varie funzioni aziendali e, se del caso, con altre società del gruppo. Inoltre, devono essere individuati indicatori e parametri che segnalino tempestivamente segnali di allarme per rilevare l’imminenza di una crisi aziendale.

L’adozione di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati è considerata un elemento fondamentale per prevenire i rischi e riconoscere in anticipo la possibilità di una crisi aziendale. Anche se inizialmente tali concetti erano indirizzati principalmente alle società quotate o a quelle che operano in settori vigilati, possono essere applicati anche alle società comuni, con adattamenti adeguati alle loro caratteristiche e struttura organizzativa più semplice. Tuttavia, è importante considerare il principio di proporzionalità, adattando gli assetti organizzativi in base alla semplicità dei processi aziendali, al numero di persone coinvolte e alla tipologia dell’attività svolta.

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